Chiesa SantAngelo

Chiesa di Sant’Angelo in Munculanis

La Chiesa di Sant’Angelo de Munculanis, fino a pochi anni fa era ritenuta una anonima costruzione settecentesca. Fonti di archivio e la solerzia del priore della confraternita hanno reso possibile riportare alla luce una struttura medievale. I sondaggi prima e i lavori di consolidamento e restauro poi, curati dalla Soprintendenza ai beni ambientali ed architettonici di Caserta, hanno liberato all’interno cinque colonne a fusto liscio tutte di spoglio come testimonia la differenza sia di altezza che di materiale, con altret­tanti capitelli databili probabilmente ad epoca medioevale.  All’esterno, in asse con la navata centrale, è stato ripristinato l’ingresso originario sotto il campanile aperto con due bifore romaniche dal capitello a gruccia, sorretto da due colonne a motivi stellari di fattura altomedioevale al di sotto di un arco di tufo a sesto

lievemente ogivale.   Sotto la navata centrale è stata individuata e liberata dai numerosi resti mortali la cripta con sepolture “a scolatoio” come pure sono state messe in luce le monofore originarie nella muratura della navata centrale.

Un elemento molto interessante, già messo in evidenza dal Prof. Cielo, era la soprelevazione del calpestio che “poteva aprire un sollecitante discorso su preesistenze romane” e forse un residuo di pavimento musivo a tessere bianche e nere irregolari, probabilmente del periodo greco (II sec. a.C.), potrebbe riaprire questo discorso.

La struttura riportata alla luce dunque,è a pianta basilicale, tripartita con colonne del periodo longobardo a capitelli altomedievali. L’attuale struttura si riferisce quindi ad un edificio molto probabilmente ristrutturato nello stesso periodo di San Menna (sec. XII), S. Pietro in Romagnano e del Duomo, vista la particolare specificazione stilistica dei capitelli all’interno. Sulla volta c’è un affresco (Pietà) di Angelo Mozzillo, del 1793

Annunziata

Annunziata

Entrando in Sant’agata de’ Goti per la via Caudina, si trova subito il largo Annunziata, ad aiuola, in cui prospetta a destra la chiesa dell’Annunziata,  il cui sito originario risale al 1238 ad opera del Vescovo Giovanni. Nel 1764, S. Alfonso la costituì chiesa parrocchiale per le popolazioni rurali della campagna santagatese. La facciata principale unisce tratti cinquecenteschi e barocchi. La compostezza classicheggiante del portale di pietra presenta nella lunetta il mistero a cui la chiesa é dedicata: l’annuncio a Maria e l’Incarnazione del Figlio di Dio. L’Eterno Padre, nella cuspide superiore, é parte integrante della scena, scolpita nel 1564 da bravi scultori della scuola napoletana di Annibale Caccavello. Del 1565 è il grande portone d’ingresso in legno mirabilmente restaurato

L’interno è a navata unica con abside a impianto quadrangolare con soffitto a capriate ricostruito di recente su residui di quello originario.  Sulla navata si aprono cappelle barocche. Le vetrate moderne, opere del maestro Bruno Cassinari e regalate alla chiesa nel 1976, si intonano bene all’antico, donando, al visitatore estasiato, fasci di colori vividi e luminosi. I due semiarchi in alto sulle pareti laterali ricordano la copertura effettuata nel 1865 su progetto dell’ingegnere R. Mosera.

La Cappella di S. Giacomo, di stile barocco, è la seconda a destra di chi entra. L’altare, scolpito nel 1714, è opera del Lorenzo Fontana; la statua é del 1719 dello scultore Giovan Battista Antonini. La cappella aveva una funzione anche sociale: provvedere cioè, con le rendite diocesane, alla dote per le ragazze povere ed erogare elemosine ai bisognosi.

La Cappella di S. Biagio è la seconda a sinistra e fu costruita nel 1619. Nel 1703 fu arricchita di stucchi e dei due affreschi di Tommaso Giaquinto che raffigurano Santi nella gloria del paradiso. Sono esposte alla venerazione dei fedeli le statue di S. Lucia, S. Rocco e S. Giuseppe.

L’abside ha conservato cospicue tracce in affresco di storie di Santi che i committenti fecero dipingere a loro devozione. Negli archi ciechi della parete sinistra ammiriamo degli affreschi: la Presentazione al tempio e la fuga in Egitto.

Nel corso di recenti lavori sono stati riportati alla luce e restaurati numerosi affreschi: il più importante è un giudizio universale  che riveste la controfacciata, dal forte accento narrativo, opera di artista campano della prima metà del sec. XV; altri affreschi del  ‘300 e ‘400 sono nell’abside, tra essi un’Annunciazione una Crocefissione, vari Santi e Diaconi. S. Orsola e storie della sua vita, S.Nicola di Bari

Nella Cappella dell’Annunziata c’é la Tavola dell’Annunciazione, dipinto forse da Angiolillo Arcuccio nel sec. XV. Estatica la concezione trinitaria della scena: il Padre manda lo Spirito Santo affinché il Figlio prenda carne nel grembo di Maria. Nella controfacciata ammiriamo l’opera di un grande maestro del sec. XV che ha dato colore agli ultimi avvenimenti della vicenda umana nell’ottica cristiana: la risurrezione dei morti, il giudizio universale, l’inferno e il paradiso.La scena fu realizzata affinché fosse l’ultimo ricordo per i fedeli che uscivano dalla chiesa, come sprone per scelte decisive di rilevanza eterna.