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All’esterno, in asse con la navata centrale, è stato ripristinato l’ingresso originario sotto il campanile aperto con due bifore romaniche dal capitello a gruccia, sorretto da due colonne a motivi stellari di fattura altomedioevale al di sotto di un arco di tufo a sesto lievemente ogivale. |
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Sotto la navata centrale è stata individuata e liberata dai numerosi resti mortali la cripta con sepolture “a scolatoio” come pure sono state messe in luce le monofore originarie nella muratura della navata centrale. Un elemento molto interessante, già messo in evidenza dal Prof. Cielo, era la soprelevazione del calpestio che “poteva aprire un sollecitante discorso su preesistenze romane” e forse un residuo di pavimento musivo a tessere bianche e nere irregolari, probabilmente del periodo greco (II sec. a.C.), potrebbe riaprire questo discorso. La struttura riportata alla luce dunque,è a pianta basilicale, tripartita con colonne del periodo longobardo a capitelli altomedievali. L’attuale struttura si riferisce quindi ad un edificio molto probabilmente ristrutturato nello stesso periodo di San Menna (sec. XII), S. Pietro in Romagnano e del Duomo, vista la particolare specificazione stilistica dei capitelli all’interno. Sulla volta c'è un affresco (Pietà) di Angelo Mozzillo, del 1793.
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